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Morsa (FpCgil): “Il Patto di Solidarietà? Confindustria parta dagli utili dei propri associati"

Nelle ultime ore il Presidente di Confindustria Avellino, Pino Bruno, ha lanciato l’idea di un Patto di Solidarietà. In sostanza, il numero uno degli industriali irpini ha proposto di destinare un terzo delle retribuzioni dei dipendenti pubblici ai colleghi del privato. Un patto per reggere agli urti delle serrate già in atto e di un nuovo lockdown possibile, questa la sua giustificazione. Di fatto, una proposta che non ha tardato a scatenare le prime reazioni. Prima tra tutte quella della Segretaria Generale della FpCgil, Licia Morsa.

 “I datori di lavoro chiedono ai lavoratori di essere solidali nei confronti di altri lavoratori? – si chiede la Segretaria -  Davvero “innovativa” la proposta del presidente di Confindustria. Rappresenta una sfida e a noi le sfide non spaventano. Perché no? I lavoratori che rappresentiamo non si esimerebbero, sono abituati a mettersi a disposizione per il bene comune. Lo fanno per mestiere.  I pochi dipendenti pubblici, con il salario più basso d’Europa, dopo aver subito tagli lineari statali ventennali, sono impegnati a garantire sul territorio servizi universali quali Sanità, Previdenza, Assistenza, Sicurezza, Ordine Pubblico, Tutela del Lavoro, Igiene Ambientale, Ambiente”. 

In una situazione tutt’altro che facile…

“Durante il lockdown tutti chiamati a proseguire la loro missione – continua la Segretaria Morsa - , la stragrande maggioranza in presenza obbligata. Altri da casa, con i propri strumenti, senza limiti orari. Ordine unico: Siamo in emergenza. Organizzatevi… Certo, sarebbero pronti a rinunciare ad una parte della loro unica entrata mensile. Nonostante il delicato lavoro che hanno fatto e continuano a svolgere, senza soluzione di continuità e senza alcun aggiuntivo riconoscimento da parte delle loro amministrazioni. Sono di sicuro pronti a rinunciare a parte dello stipendio (in molti casi 1.500,00€ comprensivi di bonus fiscale monoreddito), ma non perché non hanno svolto o non svolgono il proprio lavoro. Queste sono dichiarazioni tendenziose, accuse gratuite che si restituisco al mittente”. 

La Segretaria Morsa si rivolge, quindi, direttamente al Presidente di Confindustria rilanciando il patto e facendo una sua proposta.

“Siamo pronti a rinunciare a parte del salario per spirito di solidarietà sociale, ma nella piena libertà e scelta individuale, questo fino a quando vivremo in uno Stato di diritto. La Funzione Pubblica Cgil riceve la sfida e rilancia il patto: come segretaria generale chiedo al presidente di Confindustria di proporre ai propri associati di rinunciare ad un terzo dei propri utili per iniziare a dare un concreto esempio di solidarietà sociale. Inoltre, l’invito al presidente di Confindustria è quello di lavorare insieme, senza gettare odio tra classi di lavoratori. Non è questo il momento. Di inutili proclami e parlate alla pancia ne abbiamo ad iosa. Cerchiamo di essere organici e di svolgere il nostro ruolo di rappresentanza con grande senso di responsabilità e abnegazione...”.