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La Sidigas ristruttura il debito: il 19 novembre la presentazione dell'accordo

Niente concordato in bianco, la Sidigas ricorrerà all’accordo di ristrutturazione dei debiti che dovrà essere presentato ed omologato dalla Prima Sezione Fallimentare del Tribunale di Avellino, presieduta dal giudice Patrizia Grasso, nell’udienza del prossimo 19 novembre quando si discuterà anche del presunto pagamento non autorizzato di 49mila euro per le utenze Telecom. E’ cambiata, dunque, la strategia degli avvocati del gruppo Sidigas, Di Lauro e Penta, che adesso puntano su uno strumento negoziale, cioè un accordo con un numero di creditori che rappresentino il 60% dei crediti e certificato dalla relazione di un professionista abilitato, il quale attesti la veridicità dei dati, nonché l’attuabilità dell’intesa. L’accordo dovrà contenere l'indicazione degli elementi del piano economico-finanziario che ne consentono l'esecuzione, e soprattutto le garanzie che, nel caso specifico della Sidigas, potrebbero essere rappresentate anche da un preliminare per la cessione delle reti. Su questo fronte, nei giorni scorsi si è parlato con insistenza dell’interessamento (mai confermato dalle aziende) di Acea, 2i Rete Gas e Salerno Energia Distribuzione agli asset di distribuzione della Sidigas che avrebbe chiesto circa 100 milioni di euro includendo anche i contributi per la metanizzazione del Mezzogiorno e le quote delle reti di proprietà dei Comuni. Nell’accordo di ristrutturazione il Gruppo Sidigas dovrà fornire garanzie di ampio respiro ai propri creditori (tra questi ci sono Eni, Agenzia delle Entrate, Polidecor ed un avvocato) per incassare l’omologazione del piano. Il 19 novembre sarà la data decisiva per il futuro dell’azienda irpina di distribuzione del gas mentre sul versante sportivo, i tifosi si interrogano sul futuro dell’U.S. Avellino. La Sidigas potrebbe restare al timone con una gestione ordinaria oppure valutare le proposte avanzate negli ultimi giorni per l’acquisizione del club. Sui tempi delle trattative è inutile sbilanciarsi perché le sorprese sono ormai all’ordine del giorno.