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Il parlamento Ue del 2019: Nessun terremoto

I partiti tradizionali, e di conseguenza la loro espressione di gruppo parlamentare, perderanno consensi. Le forze politiche nuove e alternative invece acquisteranno e conquisteranno terreno, ma non così tanto da determinare quel terremoto che qualcuno teme e che qualcun altro invece vorrebbe. Le intenzioni di voto per le prossime elezioni europee (23-26 maggio 2019), così come da ultimo aggiornamento, mostrano le formazioni fortemente euroscettiche e anti-Ue non in grado di condizionare la legislatura comunitaria che verrà. In termini assoluti, se si andasse al voto il prossimo fine settimana tali soggetti metterebbero insieme 160 seggi sui 705 disponibili, ben al di sotto della maggioranza richiesta per controllare il Parlamento europeo (353 seggi). A metterlo in mostra è il nuovo portale di Politico dedicato alle consultazioni Ue. La nuova pagina web appositamente concepita per vivere il voto considerato da molti come un possibile punto di non ritorno del progetto comunitario, offre già da questa mattina la possibilità di seguire il tema del rinnovo dell’eurocamera. La novità è senza dubbio la sezione interattiva che permette al lettore-visitatore di divertirsi a immaginare le diverse coalizioni, e creare le varie possibili maggioranze sulla base dei seggi conquistati. E qui si vede subito che le forze contrarie a questa Europa non sono capaci di avere i numeri per controllare il Parlamento.