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Frode in gestione CAS: nel mirino dei Nas anche sei strutture in Irpinia

Concussione nei confronti di richiedenti asilo, frode nelle pubbliche forniture, truffa aggravata in danno dello Stato e numerose false attestazioni in atti pubblici. Sono i reati a carico di cinque indagati, amministratori e collaboratori di una cooperativa sociale, la Desy, operante nell'accoglienza dei migranti, con sede legale a Castel San Giorgio, che gestisce 6 Cas in provincia di Avellino. Le indagini sono partite nel dicembre 2023, in seguito all'ispezione di un Centro di accoglienza straordinario per richiedenti asilo a San Marcello Piteglio (Pistoia), dove erano state segnalate presunte irregolarità igienico sanitarie. Il 19 dicembre 2023 il Cas, in quel periodo gestito da un'altra società, fu sgomberato. Le verifiche, anche attraverso le dichiarazioni degli ospiti della struttura, hanno fatto emergere una quasi totale assenza di fornitura di beni e servizi da parte della cooperativa, con una sorta di "abbandono" dei richiedenti asilo, ospitati in una struttura sprovvista di riscaldamento e acqua calda, oltre che, in talune circostanze, anche di energia elettrica. La società attestava alla prefettura di Pistoia, con conseguente richiesta di pagamento del servizio, molteplici prestazioni che non venivano eseguite. Alle proteste degli ospiti sarebbero seguiti alcuni episodi di concussione da parte di dipendenti e collaboratori della Desy, arrivando a minacciarli per far firmare i "fogli presenza" in maniera che attestassero la regolare fornitura del servizio. Anche la gestione dei sei CAS in Irpinia (tre a Savignano Irpino, uno a Grottolella, Atripalda e Montoro) era la stessa di quella rilevata a Pistoia, tra carenze e insufficienze.