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Firmato il regolamento Green pass Ue: al via il 1 luglio. Come funziona


La piattaforma nazionale Digital Green Certificate (acronimo DGC).

Sarà rilasciato sia in formato digitale che cartaceo
Il Green pass sarà rilasciato dalle autorità nazionali gratuitamente, in formato digitale o cartaceo: per i certificati già emessi da Stati o regioni, è previsto un periodo di sei settimane perché possano essere resi compatibili con il modello Ue (i Paesi membri avevano chiesto mesi di tempo, il Parlamento ha spinto per abbreviare questo periodo). 

Il Green pass avrà i nostri dati personali
Sul certificato, sia sul formato elettronico che cartaceo, saranno specificati nome e cognome del possessore, data di nascita, e il Paese di emissione. I dati sensibili relativi a vaccini, tamponi o guarigioni, saranno contenuti in un codice QR da scansionare. Il codice QR conterrà anche una firma digitale del possessore. Scannerizzando il codice si potrà verificare in modo sicuro l'autenticità, l'integrità e la validità del certificato.

Resterà in vigore 12 mesi
Il sistema del certificato digitale europeo per il Covid resterà in vigore 12 mesi. Importante ricordarsi che non è un documento di viaggio, ma servirà per viaggiare, eliminando test e quarantene, e permetterà un ritorno alla normale circolazione all’interno dello spazio Schengen (Stati Ue più Islanda, Norvegia, Svizzera e Lichtenstein). Quindi, bisognerà portarsi sempre la carta di identità o il passaporto.

Dal 1 luglio sarà un diritto di tutti i cittadini Ue
Dal primo luglio (quando entrerà in vigore il regolamento) il Pass sarà un diritto per tutti i cittadini Ue che abbiano i requisiti: vale per chi è stato vaccinato, per chi è guarito dalla Covid-19 e per chi si sottopone a un test e risulta negativo.

Da quando sarà valido?
Il Pass sarà valido a partire da quattordici giorni dopo l'ultima dose di vaccino anti-Covid. Da quel giorno, le persone che hanno ricevuto le due dosi per AstraZeneca, Pfizer/BioNTech e Moderna, e una dose per Johnson & Johnson, che detengono il certificato, dovrebbero essere esentate, in viaggio, da test e quarantene. Lo stesso deve valere per le persone che sono guarite e che hanno ricevuto una sola dose di vaccino, considerata sufficiente per essere protetti dalla malattia.

Ogni Paese è libero di scegliere di riconoscere e rilasciare il Pass
Attenzione perché agli Stati resta il potere discrezionale di imporre comunque limitazioni e controlli. Un esempio: l'Italia può rilasciare il Pass dopo la prima dose di vaccino, ma la Danimarca è libera di non riconoscerlo e di chiedere anche un test. Se uno Stato membro accetta una prova di vaccinazione per rimuovere le restrizioni all'interno dopo la prima dose, allora deve accettare anche i pass Ue per i vaccini, alle stesse condizioni.

Il pass vale per i cittadini Ue vaccinati con vaccini autorizzati dall'Ema. Gli Stati possono decidere di riconoscere altri vaccini, autorizzati da altri Paesi con l'autorizzazione di emergenza (come il siero russo Sputnik dall'Ungheria). 

Le persone guarite dal Covid-19 dovrebbero essere esentate dal test e/o quarantene nei 180 giorni successivi al test Pcr positivo, che attesta l'avvenuta infezione (la validità del certificato è a partire dall'undicesimo giorno dopo il test, una volta terminato il periodo di contagiosità).

Il Pass certifica anche i test?
Per chi non è ancora vaccinato né guarito, resta il test, che il Green pass certifica e che viene così riconosciuto anche all'estero, a differenza di quanto accade oggi. Per i test viene proposto un periodo di validità standard (oggi ogni Paese stabilisce la validità autonomamente): per i test Pcr o molecolari la validità è di 72 ore, mentre per quelli rapidi antigenici è di 48 ore. Quelli rapidi, considerati sempre più affidabili, vengono raccomandati, ma gli Stati sono liberi di scegliere se accettarli o meno ai fini del Pass. Il certificato non viene rilasciato in presenza dell'esito di un test fai-da-te. 

Famiglie con minori
Per viaggi all’estero, per evitare di separare i nuclei familiari alla frontiera, i minorenni che viaggiano con genitori esentati dall'obbligo di quarantena, per esempio perché sono vaccinati, dovrebbero essere esentati anche loro dalla quarantena. I bambini sotto i 6 anni di età sono esentati anche dai test: quelli dai 6 anni in su, però, dovranno sottoporsi a test.

Previsto un meccanismo di “Freno d'emergenza”
Viene previsto un meccanismo di freno d'emergenza: gli Stati dell'Ue non potranno imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di certificati, come quarantena, autoisolamento o test, «a meno che non siano necessarie e proporzionate per salvaguardare la salute pubblica». Si dovrà tenere conto delle prove scientifiche, «compresi i dati epidemiologici pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc)». Le misure dovranno essere notificate, se possibile, con 48 ore di anticipo agli altri Stati membri e alla Commissione, mentre il pubblico dovrà ricevere un preavviso di appena 24 ore. 

(fonte: La Stampa)