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Confisca di 500 milioni ad imprenditore legato al clan Spada

Beni per oltre mezzo miliardo di euro sono stati confiscati al noto imprenditore di Ostia, Mauro Balini. L’uomo, conosciuto per essere legato al clan Spada, era finito in manette nel 2015 con le pesanti accuse di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, al riciclaggio, e all’intestazione fittizia di beni. Al centro degli affari criminali c’era il porto turistico di Ostia, oltre ai noti stabilimenti balneari “Hakuna Matata” e “Plinius”. E oggi, a distanza di tre anni da quei fatti, gli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza hanno messo i sigilli a società, stabilimenti balneari e ristoranti. Le indagini della Gdf, coordinata dalla Dda della procura di Roma, su Balini erano partite nel 2015 e avevano consentito di documentare come Balini avesse accumulato un ingente patrimonio in mancanza di fonti di reddito lecite tali da giustificare le proprie operazioni mobiliari e immobiliari, spesso compiute avvalendosi di componenti del proprio nucleo familiare o di compiacenti “prestanome”. Inoltre, le stesse indagini, avevano permesso di accertare i rapporti tra Balini ed esponenti di organizzazioni malavitose del litorale laziale, come i clan Fasciani e gli Spada a cui oggi è contestata l’associazione mafiosa. Ed è proprio la sproporzione tra redditi dichiarati e redditi effettivamente posseduti che ha portato prima a sequestro dei beni, nel 2017, e oggi alla confisca.