Coldiretti Avellino a Bruxelles per difendere l’agricoltura e protestare contro le politiche europee
Anche Coldiretti Avellino ha sfilato lungo le strade di Bruxelles per dire no alle politiche della Commissione Europea e chiedere che la politica prenda il posto della tecnocrazia.
Malgrado gli annunci relativi agli interventi finalizzati al sostegno al mondo agricolo, infatti, si continua a portare avanti un piano che prevede il taglio di 90 miliardi di euro alla Pac, di cui 9 miliardi sottratti all’agricoltura italiana, colpendo direttamente redditi, produzioni e sicurezza, e mettendo a rischio la sovranità alimentare di 450 milioni di cittadini. Anche le iniziative volte al consumo di prodotti europei si riducono a meri esercizi di retorica se non si creano le condizioni perché ciò avvenga davvero. Senza l’obbligo dell’etichetta d’origine e senza una revisione radicale di accordi come il Mercosur, così come oggi impostato, d’altro canto, si continua a spalancare il mercato a produzioni che non rispettano le stesse regole ambientali, sociali e sanitarie, danneggiando l’agricoltura europea e mettendo a rischio la salute dei cittadini.
“Purtroppo – afferma la direttrice di Coldiretti Avellino, Maria Tortoriello – la Commissione Europea sta dimostrando tutta la propria inadeguatezza limitandosi a mettere in campo politiche miopi e a lanciare proclami e, di fatto, abbandonando al proprio destino l’agricoltura e la sovranità alimentare dell’Unione. Non è possibile tacere, anche perché proseguire lungo questa strada sarebbe devastante per il settore agricolo e provocherebbe conseguenze incalcolabili sotto il profilo sia economico che sociale in tutta Europa. Noi che operiamo in un territorio a fortissima vocazione agricola come la provincia di Avellino – aggiunge Tortoriello - sentiamo tutto il peso di tale condizione e intendiamo fare fino in fondo la nostra parte per tutelare gli interessi del comparto e il benessere di milioni di cittadini europei”.
Dura, sul punto, anche la presidente irpina Veronica Barbati che afferma: “Pretendiamo rispetto, reciprocità e risorse per la nostra agricoltura. Come avevamo promesso, saremo di nuovo a Bruxelles per far sentire forti e chiare le nostre rivendicazioni a favore delle imprese agricole e degli agricoltori e per ribadire che non è questa l’Europa che vogliamo”. Mentre tutto il mondo investe ingenti risorse proprio sul comparto agricolo, prosegue Barbati, “non possiamo assistere inermi alle scelte scellerate dell’Ue che mortificano il nostro lavoro e i nostri sacrifici. Siamo diventati leader in Europa per sostenibilità e performance produttive, capacità di generare lavoro e valore aggiunto, ma in cambio riceviamo tagli e condizioni di scambio con altri Paesi che ci mettono sistematicamente all’angolo. Tale condizione – sottolinea - non è accettabile ed è figlia di una politica miope e priva di visione strategica e prospettive”. Dunque, l’avvertimento: “L’Europa, come è proprio delle democrazie, deve tener conto dei bisogni degli agricoltori italiani ed europei. Se così non sarà, noi non ci fermeremo!”.