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Cessione U.S. Avellino, i nomi della cordata Di Matteo-Martone

L’U.S. Avellino sarà ceduta oppure la Sidigas resterà al comando? Quale cordata rileverà il club biancoverde? Sono gli interrogativi dei tifosi del lupo, che, tra voci, boutade, conferme e smentite, non riescono ad avere un quadro chiaro della situazione e sono sempre più preoccupati per il futuro della società. Preoccupazioni che crescono alla luce delle ultime indiscrezioni che danno in dirittura d’arrivo il passaggio dell’U.S. Avellino alla cordata capeggiata dall’imprenditore Nicola Di Matteo. Le quotazioni di questo gruppo sono in forte ascesa rispetto alla cordata del dottor Aquino e all'Ap Green, che sono interessate ad acquistare l’Avellino. 

“Chi è Nicola Di Matteo?” si chiedono i tifosi e non solo. Costruttore edile, 67 anni, originario di Villa Literno, Di Matteo ha il suo uomo di fiducia nell’ex direttore sportivo della Casertana, Aniello Martone, e sarebbe appoggiato in quest’operazione dall’ex presidente del Campobasso, Nicola Circelli, titolare di un’azienda che produce metalli e infissi a San Bartolomeo in Galdo, e da un componente del gruppo Izzo di Montesarchio. Il condizionale è d’obbligo in considerazione dell’accordo di riservatezza firmato tra le parti. 

Di Matteo nel calcio opera da diversi anni: è stato presidente di Centese e Imolese, azionista di minoranza della Spal, direttore del Santarcangelo e patron del Mantova in passato. Ora il suo chiodo fisso è acquistare l’U.S. Avellino. I suoi contatti con l’amministratore delegato della Sidigas, Dario Scalella, sono diventati più fitti negli ultimi giorni. L'imprenditore sta approfondendo con la due diligence l’analisi della situazione contabile e fiscale dell’Avellino grazie ai documenti forniti dall'amministratore giudiziario Baldassarre ed ha poi versato una caparra penitenziale all'Avellino. Scalella sta vacillando e sarebbe pronto ad avallare l’operazione di cessione.

Di Matteo è in pressing e vuole definire il passaggio prima dell’udienza del 19 novembre quando dinanzi al Tribunale fallimentare la Sidigas presenterà l’accordo di ristrutturazione dei debiti. L'imprenditore casertano ha fretta e sta incalzando Scalella. Chissà cosa ne pensa di Di Matteo l’amministratore giudiziario Baldassarre che probabilmente è stato messo al corrente delle dichiarazioni shock che Di Matteo rilasciò lo scorso gennaio a VeraTv quando stava per acquisire il 20% delle quote del Teramo  Calcio. 

''Non posso dire che la camorra sia una montagna di merda, è una scelta di vita. Molti camorristi della mia età li ho conosciuti da piccolo, poi io sono venuto via ed è stato un bene per me. Loro mi rispettano, io li rispetto”, disse Di Matteo. Si scatenò il putiferio. Il Presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, segnalò subito le dichiarazioni di Di Matteo al Comitato Etico, che sospese l’imprenditore casertano da qualsiasi manifestazione ed evento ufficiale e non ufficiale della Lega Pro. Gli atti sono stati poi trasmessi anche alla Procura Federale ma lo scorso 17  giugno il deferimento per Di Matteo è stato dichiarato inammissibile dal Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, in mancanza di qualsiasi collegamento tra Di Matteo e l’ordinamento sportivo perché non c’era alcuna prova che l’imprenditore di Villa Literno avesse rivestito un ruolo all’interno del Teramo Calcio né che avesse acquisito quote societarie. 

Adesso Di Matteo ci sta provando con l’U.S. Avellino dopo il tentativo fallito in estate di far ripartire il calcio a Foggia. Scalella ci pensa mentre Gianandrea De Cesare sarebbe perplesso sui nomi degli acquirenti. Nel frattempo i tifosi dell’Avellino continuano a vivere tra incertezze e paure sperando che ci possa essere finalmente la luce in fondo al tunnel. Ed hanno ragione perchè da mesi non c'è più pace in casa U.S. Avellino.