Responsive image

Camorra e le truffe agli anziani, 51 arresti tra Milano e Napoli

Cinquantuno arrestati tra Miolano e Napoli, 31 denunciati a piede libero, una gioielleria del valore stimato di 5 milioni di euro sequestrata: è questo il primo bilancio di una maxi inchiesta, denominata "operazione condor", che ha smantellato un'associazione per delinquere finalizzata a compiere truffe agli anziani in tutta Italia. Quando l'anziano riceveva la telefonata, quasi sempre da una persona che si presentava come un maresciallo dei carabinieri, in sottofondo si sentivano le sirene delle forze dell'ordine. Poi una voce, quanto mai gentile e suadente, spiegava che un parente, quasi sempre un figlio o un nipote, aveva avuto un incidente e che servivano dei soldi, subito. Così l'anziano faceva di tutto. Incontrava il truffatore e consegnava soldi, gioielli, in qualche caso finanche la fede nuziale del congiunto morto. E quando, poi, scopriva che era rimasta vittima di una truffa, l'anziano preso dalla vergogna non denunciava, né alle forze dell'ordine, né alla famiglia. In un caso, a Livorno, una donna, due giorni dopo aver scoperto di essere caduta nell'inganno, è morta, molto probabilmente proprio per il dolore per quanto accaduto. È così che dal 2015, in tutta Italia, sono state messe in atto centinaia di truffe. Ed è così che la camorra ha riempito le sue casse con un giro di affari che riusciva a fruttare anche 200mila euro a settimana. L'indagine è partita nel 2015, circa 80 le persone coinvolte. È stato allora che i carabinieri di Milano hanno iniziato a capire che c'era un nesso tra i diversi casi di truffa che si erano registrati in tutta Italia. E hanno soprattutto capito che c'era una unica regia, quella della camorra, con una centrale, a Napoli. Da qui il coinvolgimento della Dda partenopea. Le telefonate partivano da diversi call center, dislocati tra l'Italia e la Spagna.