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Avellino, fine della corsa: il Padova si qualifica per la finale

La corsa dell’Avellino si ferma in semifinale. Della Latta nel cuore del primo tempo punisce i lupi che sono sterili, si aggrappano soltanto al cuore ma non riescono a pareggiare i conti. Il Padova si qualifica per la finale per la B.

LA PARTITA – Braglia ritrova Forte tra i pali e potrà di nuovo contare su Illanes, che forma il terzetto difensivo con Laezza e Dossena. A destra Rizzo rimpiazza lo squalificato Ciancio, rientra Aloi a centrocampo mentre Adamo è chiamato a sostituire Carriero, fermato dal giudice sportivo. In attacco c’è Fella in coppia con Maniero. Il Padova, invece, si propone con lo stesso schieramento dell’Euganeo. Il match non decolla perché le squadre sono contratte e commettono tanti errori. Al primo spunto, al 27’ il Padova sblocca il risultato: sugli sviluppi di un angolo, un rimpallo fortunoso libera Della Latta che castiga Forte e punisce l’immobile difesa irpina. Come all’andata l’Avellino si fa infilare su calcio piazzato e deve rincorrere i biancorossi. La tensione frena la squadra di Braglia che è impalpabile in attacco e non riesce a scuotersi in un primo tempo, sempre spezzettato da falli. Al 38’ il Padova va vicino al raddoppio con una percussione di Ronaldo, che entra in area ed impegna severamente Forte, che salva i lupi. Il numero uno biancoverde è ancora decisivo in chiusura di prima frazione di gioco deviando in angolo la punizione a giro di Rolando. 

Dopo l’intervallo, Braglia inserisce Errico al posto di Laezza, già ammonito. Subito brividi per i lupi, che rischiano su un rimpallo. Il pallone finisce sui piedi di Chiricò, che si presenta davanti a Forte, che è ancora protagonista sbarrando la strada all’esterno ospite. L’Avellino si sveglia al 52’ con un’inzuccata centrale di Dossena, Dini respinge e Fella non riesce nel tap-in del pareggio. La partita è sempre più accesa, ci sono tanti ammoniti. Al 60’ Maniero riceve palla dal vertice sinistro dell’area e cerca una conclusione a giro che si spegne di un soffio a lato. Braglia si gioca la carta Santaniello per uno spento Fella. L’Avellino si aggrappa all’orgoglio per scardinare il muro del Padova. L’assenza di Carriero si fa sentire a centrocampo. Gli attacchi sono sterili, la migliore occasione capita a Errico, che viene fermato in angolo. Tito è impreciso, così come Maniero. Il Padova resiste e strappa il pass per la finale. Il sogno svanisce per l'Avellino, che esce tra gli applausi dei propri tifosi.