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Avellino e Scandone: la peggior estate della storia tra bugie, sceneggiate e colpevoli silenzi

Si è aperta la più lunga settimana per il futuro della Sidigas, dell'Avellino e della Scandone. Sarà una settimana carica di tensione ed interrogativi, alimentati dal colpevole silenzio di De Cesare, che si è sbottonato - si fa per dire -  solo negli incontri di dieci giorni fa con Dell'Anno e le rappresentanze della Curva Sud e gli Original Fans. Il passo successivo è stato uno scarno comunicato stampa della Sidigas. Poi tutti muti. Nessuna conferenza stampa con gli operatori dell'informazione ed i tifosi non organizzati che sono stati bistrattati ed ignorati dalla proprietà della Sidigas. Nell'estate più difficile dello sport avellinese, De Cesare avrebbe dovuto dire a tutti e chiaramente le sue intenzioni, che, a quanto pare, cambiano di giorno in giorno. Certamente l'udienza di venerdì prossimo dinanzi al tribunale fallimentare di Avellino potrebbe risultare determinante per il futuro della Sidigas e di duecento famiglie che temono il peggio e stanno vivendo ore di angoscia ma è altrettanto certo che al futuro dell'azienda di distribuzione del gas, siano legate a filo diretto anche l'Avellino e la Scandone. Mai lo sport avellinese aveva vissuto un'estate così terribile, tra ritardi, negligenze, omissioni, colpevoli silenzi ed assoluta mancanza di rispetto e trasparenza. De Cesare e Mauriello, a che gioco state giocando? Ditelo apertamente anche perché avete perso la credibilità e la fiducia di tutti e state distruggendo la passione dei tifosi. L'Avellino è ancora in vendita? Davvero volete vendere l'Avellino per la quale sono arrivate le manifestazioni d'interesse? Avete almeno avviato l'iter per la partecipazione della Scandone in serie B dopo aver rinunciato alla A tra la disperazione e l'incredulità dei tifosi? C'è tempo fino a domani per la richiesta di ammissione in B ma per il momento nessun passo è stato mosso. Questa è una delle poche certezze nel contesto di manfrine, bugie, sceneggiate ed inutile protagonismo come le telefonate ad alcuni calciatori dell'Avellino, invitati dal presidente Mauriello ad attendere l'esito dell'udienza del 12 luglio quando la Sidigas giocherà la partita più importante della sua storia aziendale. Nulla è normale in questa fase. Regna l'illogicità. La Scandone, travolta dai debiti, sta per salutare mestamente la serie A mentre l'Avellino, che ha diversi estimatori, potrebbe restare nelle mani di De Cesare. Un'ipotesi sempre più diffusa che non può essere assolutamente accettata.