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Associazione Guardie Riunite d'Italia: "Il servizio prestato dalle guardie giurate rientra nei servizi pubblici essenziali"

"La scrivente associazione, a difesa della realtà e della regolarità nelle procedure e delle norme del  settore e della rappresentanza, in riferimento ai lavoratori, specificatamente per la categoria delle  guardie particolari giurate italiane, successivramente all’articolo giornalistico, uscito in data odierna nella cronaca politica del quotidiano nazionale la Repubblica.it, sente la necessità di intervenire in  merito sono a dichiararlo Massimo Raffi e Lorenzo Tramaglino rispettivamente presidente nazionale e presidente regionale dell'associazione guardie riunite d'Italia.  In primis proseguono Raffi e Tramaglino per dare atto che le guardie particolari giurate italiane non sono 51 mila, secondo  l’ultima elaborazione Censis su dati InfoCamere, nel 2017 gli addetti impiegati nei servizi di vigilanza privata  negli istituti di vigilanza sono 42.672 unità ( rapporto dei dati tab 15 e tab 16) e di queste 42.672 unità bisogna  stabilire l’esatto numero delle guardie particolari giurate che, per effetto di una contrazione specifica del  settore del servizio armato e dello sviluppo del 2.4% annuo del servizio non armato, fa ipotizzare che il  numero di g.p.g. sia attualmente intorno alle 36.000 unità. Ricordiamo inoltre, che le guardie particolari  giurate sono tutelate sindacalmente dalle associazioni sindacali, prime fra tutte le associazioni confederali  CGIL Filcams, CISL Fisascat e UIL Tucs ma anche UGL Sicurezza Civile, CISAL Sinalv e una quantità imprecisata  di sigle autonome, indipendenti e del sindacato di base tra cui CSI – SAVES- Flaica cub – USB, etc. Il servizio  prestato dalle guardie particolare giurate rientra nei servizi pubblici essenziali che, secondo la legge italiana,  fa riferimento all’esercizio del diritto di sciopero, in settori che offrono servizi indispensabili per garantire ai  cittadini il godimento di diritti della persona costituzionalmente tutelati. I soggetti che promuovono lo  sciopero devono garantire l’erogazione delle prestazioni indispensabili, come appunto quella minacciata  nell’articolo giornalistico del blocco del sistema monetario, delle banche e delle poste, per privare della  disponibilità dei contanti. Ma preventivamente, va svolta una procedura di raffreddamento sotto la lecita  osservazione della Commissione di Garanzia, che tra l’altro, ha il compito di precettare e di sanzionare le  organizzazioni che vi aderiscono in violazione della legge. Stabilito che l’articolo giornalistico è ricco di  inesattezze che la privano di quella logica essenziale per la sua stessa credibilità, vorremmo ora entrare nel  merito della funzionalità organizzativa dei promotori dello sciopero, la stessa che la scrivente organizzazione ha coinvolto in una manifestazione unitaria, promossa il 27 marzo del 2018 nelle maggiori città italiane:  Milano, Roma, Napoli, Bari, Genova e Palermo, per attenzionare le Prefetture e gli enti istituzionali  sull’importanza della sicurezza sul lavoro delle stesse guardie giurate e sulla necessità di incentivare il ruolo  di controllo, delle Questure e delle Prefetture, sulle imprese private che erogano i servizi sussidiari o  complementari alle forze di Polizia. In quell’occasione l’A.N.G.G.I. aveva avuto, da A.G.R.I. associazione  promotrice, il ruolo di organizzare la manifestazione su Genova e di dare, eventualmente, supporto alle altre  organizzazioni coinvolte nell’iniziativa in altre città, deludendo completamente ogni aspettativa. Nelle ore  successive a quella manifestazione la stessa A.N.G.G.I. manifestò palesemente, in disaccordo con la scrivente, l’ambizione individuale e prevaricatrice, di assumere la rappresentanza del settore attraverso un piano di  esclusione delle altre organizzazioni sindacali. Premettendo che la scrivente  è un'associazione che promuove gli interessi extra-contrattuali, dando importanza al ruolo  sociale e professionale delle guardie particolari giurate, supportando tutti gli altri enti di tutela, sindacali e  non, attraverso la disponibilità volontaria e gli studi di settore dei professionisti n/s iscritti, abbiamo creduto  di isolare l’A.N.G.G.I. da qualsiasi altra iniziativa. Continuando così per la propria strada e unitamente agli  altri sodalizi: A.N.P.G. di Napoli, SAVES di Palermo, CSI di Milano si è provveduto a manifestare c/o il Ministero  dell’interno a Roma e prendere accordi con la segreteria dell’On. Molteni, sottosegretario di Stato del  Ministero, con cui si è instaurato un proficuo dialogo istituzionale sui contenuti già promossi dalle precedenti  iniziative e proseguendo con ulteriori documenti che la presente associazione sta sviluppando."