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Acli Avellino, Cucciniello: "Tour in solitaria per la Festa del Lavoro"

Un tour in solitaria per celebrare la Festa del Lavoro: è questa l’iniziativa che annuncia il Presidente provinciale delle Acli irpine Alfredo Cucciniello.

“Siamo sempre stati con i Sindacati a festeggiare il 1° maggio – dichiara Cucciniello- e idealmente siamo con loro anche questa volta, accompagnandoli in quelle iniziative rese possibili dall’emergenza covid. Il lavoro dignitoso per noi delle ACLI costituisce il paradigma essenziale della cittadinanza; è sempre stato così e lo è ancor di più oggi che nel Paese dobbiamo parlare di ripresa, di ripartenza , affrontando le grandi questioni che dovranno caratterizzare il Next Generation Ue e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

I dati allarmanti che riguardano la nostra Irpinia  -col suo circa 15% di disoccupati, i circa 20.000 giovani che non studiano e non cercano un lavoro, l’occupazione femminile al 29%, la scarsa mobilità sociale, lo spopolamento e il ritorno a numeri importanti di cittadini che lasciano la Provincia per cercare fortuna altrove, le povertà assolute e quelle relative, una criminalità che si fa strada dentro le pieghe del bisogno- fanno sì che il Lavoro sia ancora una volta “la questione delle questioni” da affrontare, con Politiche attive, che vadano oltre le misure tampone tipo il Reddito di cittadinanza, il reddito i inclusione o quello di emergenza.  C’è bisogno di più lavoro per Giovani e Donne, di un accesso al credito semplificato per le start up e per chi con coraggio affronta la via dell’autoimprenditorialità; c’è bisogno di aiuti per le aziende che possono investire e di vincoli che evitino le razzie del passato; c’è bisogno di investire nella Sanità, in Agricoltura, nel Turismo dei piccoli borghi, nell’Istruzione, nelle Infrastrutture.”

Calibreremo il nostro impegno dei prossimi mesi su questi temi. Per assumere nuove motivazioni e consapevolezze, trascorreremo questo 1 maggio in viaggio, come in una sorta di pellegrinaggio tra i luoghi dell’archeologia industriale e le ferite aperte da qualche anno, dalle Miniere di Tufo ad Altavilla, da Atripalda all’antica Ramiera di San Potito e poi all’ex Isochimica, al Nucleo Industriale di Pianodardine per poi finire all’IIA di Flumeri”.